aggiornamento del tag rel con nuovi attributi

Google qualifica i link in uscita aggiungendo altri due valori all’attributo rel

16 Set 2019    Giacomo Marzolla    20 Feb 2020 12:12 pm

Ciao

Di recente Google ha dichiarato, aggiungerei finalmente, che l’attributo “rel=nofollow” sarà visto come un suggerimento. In realtà in passato ci sono state alcune dichiarazioni di esperti che sostenevano questa tesi, dichiarando però che all’atto pratico, dopo aver effettuato vari test che non ci stati i dovuti riscontri.

Cosa vuol dire quindi? Che da adesso sarà Google a valutare se deve passare popolarità oppure no attraverso il link. Tendenzialmente possiamo solo indicargli di non passarla poì sarà appunto Google a decidere se farlo o meno.

Breve cenni storici sulla nascita dell’attributo rel, Google ha lanciato l’attributo rel=“nofollow” nel lontano 2005, con l’obiettivo di prevenire lo spam nei commenti. Successivamente l’utilizzo di questo attributo è stato allargato a tutti i collegamenti di cui non si desidera che Google ne tenga conto, inoltre Google ha sempre indicato di utilizzarlo per tutti quei link a pagamento.

Inoltre ha dichiarato che l’attributo “rel” potrà essere valorizzato con altri due valori e sono i seguenti:

rel=”sponsored”: che dovrebbe contrassegnare tutti quei link ottenuti tramite acquisto, campagne di link building.

rel=”ugc”: con questo valore indichiamo tutti i link generati dagli utenti ad esempio commenti e post nei forum.

Ad oggi la guida di Google afferma che i gli attributi, nofollow, sponsored e ugc vengono trattati in questo modo:

  • Non vengono utilizzati per il crawling e indexing
  • Ai fini del ranking il re nofollow hail valore di un suggerimento, quindi in sostanza è Google che sceglie cosa fare.

Dal 1 marzo 2020, questo si estenderà anche per gli altri attributi saranno tutti considerati dei suggerimenti.
Alla fine c’è poco da preoccuparsi, l’utilizzo dell’attributo sponsored ii link sponsorizzati, servirà a Google a comprenderli e far in modo che non influiscano nel ranking, mentre ugc quando il sito avrà molto traffico e diventerà autorevole, Google potrebbe attribuirgli un valore per il ranking.

Vai alla guida di Google se vuoi saperne di più o vedi l’ottimo video di Giorgio Taverniti dove spiega molto bene questo aggiornamento su nofollow. Inoltre Moz ha realizzato un’ottima risorsa con un’ottima infografica se desideri approfondire l’argomento.

Per quando riguarda WordPress ne parlo in questo articolo di approfondimento